L’albero della vita

Incomincio questa sezione del sito dedicando il post all’amicizia.
Questo sabato si sono sposati due cari amici, tra risate, pianti e nuove promesse. Qualche mese fa ho provato a proporre loro un particolare regalo, ossia creare per loro le partecipazioni di nozze per annunciare questa meravigliosa giornata che si stava pian piano andando a plasmare. E si, hanno accettato con un bel sorriso.
“Bene ragazzi, cosa volete che teniamo come tema per questi inviti?” ho chiesto loro.
Il blu, ovvio, il colore preferito della sposa. E poi? L’albero. “Desideriamo che in copertina ci sia un grande albero, bello, elegante”
Un albero.
Dalle radici alle foglie, l’albero è un simbolo in tutte le sue componenti, e lo è stato fin dai tempi più antichi. Non era quindi una richiesta facile, ma è stata per me occasione di riflessione.
Perché proprio questo simbolo per un matrimonio? L’uomo viene cacciato dal Paradiso Terrestre dopo che Eva ha prelevato proprio da un albero, un melo, (simbolo della conoscenza che l’uomo ancora non aveva), uno dei suoi frutti. Eva è stata ingannata dal Diavolo, ma non potrà più godere della natura di quel Paradiso, ha trasgredito alle regole per colpa di un semplice frutto; ecco quindi che i nostri progenitori vengono cacciati da Dio dal Paradiso Terrestre, forse con ancora in mano quella mela assaggiata, con il capo chino e la vergogna negli occhi. Mi viene in mente l’immagine scolpita dall’artista romanico Wiligelmo, sulle mura del Duomo modenese, dove Adamo ed Eva sembrano quasi distrutti dal peccato e dalla vergogna, consapevoli di quello che hanno perso per un banale frutto. E cosa cerca la coppia, per poter coprire la loro nudità ora consapevole, una volta fuori dal giardino? Le foglie di un altro albero, le foglie di fico! Quell’albero su cui Giuda, il traditore, s’impiccherà proprio per tradimento. 
Eppure proprio per questo l’albero non deve essere pensato come un soggetto negativo, anzi: è la natura pura, che ci fornisce nutrimento. Non dimentichiamo poi che l’albero della trasgressione era l’albero della conoscenza, elemento che l’uomo ricerca sempre. Quanta simbologia!

Per la mitologia norrena l’albero, Yggdrasil, è ancora più positivo. L’Yggdrasil è il sostegno dei mondi e dell’inferno, è il simbolo di vita: esso sostiene i nove mondi, tra cui quello degli uomini, ed è il risultato del sacrificio di Ymir.

«So che un frassino s’erge
Yggdrasill lo chiamano,
alto tronco lambito
d’acqua bianca di argilla.
Di là vengono le rugiade
che piovono nelle valli.
Sempre s’erge verde
su Urðarbrunnr.»

Edda poetica, Voluspa.

L’Yggdrasil è l’albero fondamento del mondo, che con i suoi rami più alti, copre la volta celeste.
In gaelico invece l’albero della vita è chiamato Crann Bethadh. I rami rappresentano la complessa trama della vita e con i loro nodi stanno ad indicare i diversi eventi che compongono l’esistenza e gli ostacoli da affrontare. Per i Celti aveva una particolare componente spirituale e diversa per ognuno di noi: ogni albero produce frutti differenti, paragonabili ai diversi talenti di ogni individuo.

Ed è proprio da questa concezione verticale e di nascita che gli artisti incominciarono a prenderlo come punto di riferimento per indicare sè stessi.
L’albero è composto da 4 elementi fondamentali: le radici, il tronco, i rami, e le foglie con i frutti. Come tutte le cose viventi, anche l’albero nasce, cresce e si stende verso il cielo, liberandosi pian piano dalla terra per ergersi sempre più verso il cielo; questo è ciò che accade all’uomo, volendo fare un paragone. L’uomo viene concepito all’interno di un corpo, e custodito in esso come il seme viene protetto nel ventre della terra. Nasce, e da piccolo rimane “ancorato” alla famiglia, come una radice che affonda nella madre terra; e poi cresce, diventa adulto, inizia a fare le sue esperienze, subisce sconfitte e si gode le gioie della vita. Così è anche per la pianta: cresce, in balia delle intemperie ma anche del calore del sole. Intanto le sue braccia si diramano, come le esperienze dell’uomo. Si incrociano, si rompono, e alla fine producono frutti e foglie. L’artista, che è uomo, si sente proprio come questa descrizione, consapevole però che le sue opere sono paragonabili ai frutti dell’albero, che poi ad un certo punto si staccheranno dall’origine. Faranno sempre parte dell’artista, ma saranno nutrimento per gli altri.

In questo Klimt, raffigurando alberi colorati e sinuosi, ci aveva visto lungo. Per lui l’albero era qualcosa di estremamente sacro, tanto da doverlo anche ricoprire d’oro nel Palazzo della Secessione a Vienna. Quell’elemento è una consacrazione all’arte e ad Apollo (suo protettore), poichè è creato partendo dal lauro. 

Si capisce quindi quanto questo elemento sia importante per l’uomo, difficile da gestire, ma semplicemente meraviglioso allo stesso tempo.

Il volere proprio l’albero sull’invito che tutti si troveranno tra le mani, è un omaggio alla vita e all’uomo. Nulla rappresenta quindi al meglio l’inizio di un nuovo percorso, quello del matrimonio e della vita assieme, esperienza che si diramerà a sua volta in altre, e altre ancora, crescendo sempre di più verso il cielo, verso il Creatore di tutto.
 Ho creato qualcosa che potesse rispecchiare gli sposi che allo stesso tempo fosse anche un augurio: l’augurio di vivere la vita facendo tesoro di tutte le mille esperienze che vivranno, e di sorridere anche a tutte le avversità che purtroppo forse incontreranno. E dopo questa riflessione posso finalmente dire: che meraviglia scegliere proprio l’albero, come simbolo per questa giornata!
Arriva una vita piena, ma dalle sfumature sgargianti!

Auguri amici miei, siate sempre forti e vivaci!


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